Mogol da grande e immenso paroliere ha deciso di diventare uno dei salvatori della Patria e del continente africano. Sembra uno scherzo, ma non lo è affatto. Il più grande compositore di testi musicali italiano ha deciso di far conoscere al grande pubblico e, perché no, ai politici, la sua idea su come dovrebbe essere affrontato il tema dei migranti che stanno invadendo pacificamente, ma con tanti problemi, il vecchio continente e l’Italia in particolare. Mogol ha presentato il progetto al segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che lo ha incoraggiato ad andare avanti. “La prossima settimana incontrerò l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi”, annuncia Mogol: “Insieme a lui cercherò di portare avanti il discorso con gli ambasciatori dei Paesi africani”.

Ecco come Mogol intende affrontare questo ormai annoso problema:

“Procurare una casa, un lavoro, una sicurezza ai migranti. Noi li stiamo accogliendo tutti i giorni, ma non abbiamo molto da offrire: assicuriamo loro la possibilità di dormire e di mangiare – spiega all’ANSA – ma non possiamo garantire loro un futuro”.

Continua Mogol: “Al migrante con famiglia verrà affidato un appezzamento di terreno di circa 4000 metri, nel quale dovrà dedicarsi alle coltivazioni con buona volontà altrimenti, dopo tre lettere di richiamo da parte dei supervisori verranno rimandati nei Paesi di origine. Qual è il ruolo dell’Europa? Una società, che il paroliere ha chiamato “African Agricolture” o “A2″, costituita dal 51% dall’UE e dal 49% da grandi aziende europee selezionate con bando, si occuperebbe di finanziare e realizzare il progetto per poi ritirare la produzione e venderla in Europa, consegnando il 30% del compenso al Paese che ha ospitato il migrante al quale verrà versato il restante 70%”.