Una schiava sessuale costretta a mangiare il proprio figlio. Neanche nel più agghiacciante dei racconti dell’orrore si potrebbe prefigurare un racconto più agghiacciante di questa verità. Ma purtroppo, secondo fonti ufficiali, è proprio quello che è accaduto in una delle terre del medio oriente conquistate dai terroristi dell’Isis. A far venire alla luce questo macabro risvolto è stata la deputata irachena Vian Dakhill, l’unica di etnia yazida (né araba, né musulmana, e per questo vista come un’adoratrice del diavolo dallo Stato Islamico). La Dakhill ha denunciato, tramite una intervista alla televisione egiziana Extra News, un caso di una ragazza anche’essa Yazida che è stata fatta oggetto di torture, violenze e ben altro. Ma miracolosamente è riuscita a fuggire dalle grinfie degli integralisti islamici e ad arrivare in un territorio sicuro, dove ha potuto raccontare la sua storia, poi riportata dalla parlamentare irachena.

La ragazza ha narrato di essere stata catturata e da subito incatenata in una cella buia e angusta e trattata come una schiava. Quotidianamente le venivano inferte le più terribili punizioni. Senza ne acqua ne cibo per ben tre giorni, quando si è vista recapitare in cella un piatto di riso con della carne, ha subito divorato il pasto. Solo mentre stava trangugiando l’ultimo boccone – ha spiegato la Dakhill all’emittente egiziana Extra News – le hanno detto: “Abbiamo cucinato il tuo bambino di un anno dopo avertelo portato via, è questo quello che hai appena mangiato”.

Questa è la ‘Guerra Santa’ che combattono li aderenti all’Isis. Noi in Europa abbiamo assistito agli orrori e alla atrocità del Nazismo, che ha fatto dello sterminio di massa una atrocità quotidiana di cui si parla ancora oggi. Quelli dell’Isis non hanno la possibilità di sterminare tutti gli avversari infedeli come fece Hitler, ma le atrocità che compiono sono talmente raccapriccianti che ci fanno tornare alla memoria un passato ancora brutto da ricordare.

Guarda anche: “Io schiava dell’Isis” – Video esclusivo