Il noto  psicologo Alessandro Meluzzi ha parlato della questione immigrati, che sta impazzando in questi mesi sia tra le mura del parlamento che nelle nostra vita quitidiano

“L’Islam radicale ha una struttura giuridica non assimilabile con altre, dal momento che ha come obiettivo quello di convertire e sottomettere i mondi in cui si inserisce. Ciò che conta non è la coscienza o la sensibilità rispetto alla religione, ma la piena adesione ad un sistema giudiziario e giuridico dove il peccato corrisponde al rea

Dunque il Cardinale Biffi aveva ragione?“Con tutto il rispetto e l’amore che nutro per un grande profeta come il cardinale Biffi questo era scontato anche prima. Basta leggere i testi dell’Islam, la sua storia, il destino di 1600 anni di comunità islamiche inserite in ambienti non islamici poi islamizzati come l’Egitto, per comprendere come come nessun islamico possa accettare di diventare non islamico o islamico eretico”.

 

 

Come integrare chi non si integra?“Questo lo chieda al legislatore che sta facendo arrivare centinaia di migliaia di musulmani dall’Africa di cui non sappiamo nulla. Io credo che l’unica misura sia quella di pretendere dai musulmani che vivono in Italia e in Europa di giurare fedeltà alle Costituzioni dei paesi in cui vivono, pena l’espulsione. Non è escluso che pur giurando fedeltà poi non rispettino il dettato costituzionale, ma che non ci sia neppure questo mi sembra francamente assurdo. Una cultura debole come la nostra si trova in balìa di una cultura fortissima come l’Islam e non facciamo nulla per difenderci”

 

“Il nostro problema non è garantire i culti religiosi, il problema è che l’Islam è innanzitutto un corpo giuridico. Per i cristiani esiste una netta differenza fra peccato e reato, nell’Islam radicale non è così. Il peccato è punito dalle leggi dello Stato, l’apostasia addirittura con fatwa di morte. In Italia forse abbiamo un milione di buddisti che però non danno problemi, così come non li danno gli induisti. Il buddismo è una disciplina interiore non giuridica. Il problema da questo punto di vista riguarda solo i musulmani integralisti”