baby squillo

Un dramma quello vissuto da un padre che, dopo aver guardato il cellulare della figlia, ha scoperto la presenza di diverse foto hot che la ragazza inviava tramite whatsapp.

La vicenda è accaduta a Fabriano, nelle Marche. Dopo aver scoperto le foto, l’uomo ha denunciato tutto alle forze dell’ordine. Secondo quanto riporta il Corriere Adriatico, dopo la denuncia del padre della ragazza, sarebbero partite le indagine che avrebbero portato alla scoperta di un giro di prostituzione minorile.

Le indagine si sono concentrate su sette persone, due uomini e due donne dai 18 a 70 anni, avessero messo in piedi un racket di baby squillo.

Le persone fermate adescano le ragazza, solitamente dai 14 ai 17 anni, e le convincevano ad inviare foto senza veli o a farsi riprendere nude ricevando in cambio una remunerazione.

I sospettati avrebbero proposto alle ragazze anche incontri sessuali a pagamento. Tuttavia, non ci sono prove che gli incontri a pagamento siano effettivamente avvenuti.

Le forze dell’ordine, dunque, continuano ad indagare sul giro di baby squillo che ha sconvolto le Marche. Le sette persone su cui si sono concentrate le indagini dovranno rispondere di reato di divulgazione, detenzione di materiale pedopornografico, pornografia minorile, e anche di sfruttamento e induzione alla prostituzione.