LONDON – FEBRUARY 03: Muslim demonstrators hold banners at the Danish Embassy on February 3, 2006 in London. British muslims have condemned newspaper cartoons which first appeared in a Danish newspaper, some of which depict the Prophet Mohammed wearing a turban shaped like a bomb. The cartoons have sparked worldwide protests. (Photo by Peter Macdiarmid/Getty Images)

Secondo una buona parte di Musulmani in Italia, è giusto fare la guerra santa al Cristianesimo infedele! Questa mattina il giornale online Quotidiano.net ha pubblicato un clamoroso sondaggio commissionato a IPR marketing, dove è stato preso in considerazione il variegato mondo musulmano presente in Italia. Le notizie che arrivano, in parte, non sono affatto belle e rassicuranti, anzi.

Per non incappare in errori di sintesi, riportiamo integralmente, per dovere di cronaca, il pezzo uscito oggi su Quotidiano.net

“Nella nostra inchiesta realizzata grazie al sondaggio di Ipr marketing, affrontiamo il tema più radicale legato al mondo musulmano, il terrorismo di matrice islamista. Le risposte dei cinquecento islamici intervistati hanno messo in risalto un lato estremista molto diffuso e inquietante nella popolazione musulmana in Italia. La dissociazione dai jihadisti e la dura condanna dei proseliti del Califfo Baghdadi non sono state così nette come ci si deve attendere in un Paese democratico.

Islam e terrorismo, o meglio cosa pensano dell’Isis i musulmani residenti in Italia. Anche per questo spinoso argomento – come abbiamo già fatto notare nei giorni scorsi – le opinioni variano in relazione al profilo socio demografico dei rispondenti. Un dato su cui la maggioranza concorda (tranne l’1% del campione) è che non c’è condivisione sulla lotta armata dei terroristi islamici. Al contempo, però, il 27% concorda che gli attentatori combattono per una causa giusta (ma non dovrebbero usare le armi). Insomma, uno su 4, giustifica il fine ma non il mezzo. I giudizi sono molto differenti rispetto all’età dei musulmani: coloro i quali difendono maggiormente i propositi terroristici sono gli over 54 anni. In questo target il 58% si schiera a sostegno degli estremisti, pur condannando la strategia degli attentati.

La vicinanza al terrorismo diminuisce di molto col calare dell’età, i più giovani sono quelli che esprimono una maggiore lontananza dagli obiettivi politici della violenza. Tra i musulmani che hanno tra i 35 ed i 54 anni il livello di condivisione scende al 24%, mentre tra quelli che hanno dai 18 ai 34 arriva al 21%. Comunque sia, bisogna notare che in questo profilo più giovane della popolazione musulmana si registra un livello di «giustificazione» proveniente da un soggetto su 4, quindi un dato allarmante che potrebbe avere due interpretazioni contrapposte: si tratta di persone che pur ideologicamente vicine al terrorismo non condividono l’uso delle armi e con questi soggetti si può sviluppare una dialettica su basi culturali e non sono da intendersi socialmente pericolosi; o sebbene al momento questi musulmani rifiutano l’uso delle armi, non è detto che nel corso del tempo il comportamento non possa mutare e da una condivisione sui fini si possa passare anche ad approvare l’uso delle armi. Al momento, però, il fenomeno sembra più nel perimetro dello scontro culturale che non nell’uso della violenza. È strano notare che se coloro i quali giustificano maggiormente le azioni dei terroristi sono gli over 54, al contempo, finora la mano armata è stata sempre quella dei giovani, anche giovanissimi, come è avvenuto negli ultimi attentati di Barcellona e Londra. Insomma il pericolo è che le persone più adulte, che hanno nella cultura islamica un riconoscimento maggiore godendo di alta reputazione, possano condizionare la popolazione più giovane nel commettere atti violenti. Altro dato di importanza fondamentale che scaturisce dalla ricerca è che 1/3 dei musulmani condivide l’idea che lo Stato Islamico debba conquistare le nazioni occidentali. Anche in questo caso i favorevoli sono in maggioranza tra chi ha oltre 54 anni (47%) mentre nelle fasce più giovani la percentuale si abbassa al 30%.

TuttI i dati confermano che c’è un 20-30% di musulmani residenti in Italia che guarda con favore gli intenti degli ‘ortodossi’, cioè islamizzare l’Occidente, anche se si esclude l’uso delle armi per arrivare a questo obiettivo. A supporto di questa interpretazione c’è un ulteriore risultato: il 38% ritiene che la politica in una nazione debba essere governata dalla religione. Ancora una volta i soggetti più anziani condividono questa tesi, i più giovani meno”.