Il Comune di Rimini, nonostante manifestazioni e polemiche, è andato avanti nel suo progetto, quello di sistemare 8 famiglie rom e sinti che attualmente vivono in un campo alle porte della città, in 8 casette prefabbricate. Il costo? 300 mila euro. E la cosa che fa più rabbia è che a pochissima distanza abitano dei cittadini italiani in difficoltà economica, costretti ad abitare in delle roulotte, ma a loro niente casa popolare ne prefabbricata.

Invece per gli zingari a breve saranno pronte case prefabbricate nuove e molto comode, che andranno dai 45 ai 90 metri quadrati, dotate di veranda e giardinetto. Oltre i 300mila euro per la casette il Comune ha deciso di stanziare anche 4mila euro a ciascun rom che andrà via dal campo. Questa soluzione adottata dal Comune di Rimini appare ancora più assurda se si verificano i casi di disagio economico presenti nella città e nei suoi dintorni. Dopo la crisi che ha colpito l’Italia nel 2008, ci sono centinaia di famiglie sotto sfratto, con capifamiglia che hanno perso lavoro e con, purtroppo, a volte, figli disabili sulle spalle.

Ogni volta che una di queste persone va a bussare alle porte del Comune, l’unica risposta che si sente dire è: non abbiamo soldi. Denari che invece si trovano in abbondanza per sostentare persone come i Rom che hanno sempre preso le distanze da noi italiani e, nella maggior parte dei casi, sopravvivono con illeciti ai nostri danni. Ma questa è l’Italia di oggi, un Paese che non ha più regole e che non ha più un Governo serio e credibile che prenda le decisioni a favore del popolo, quello vero, quello che paga le tasse e sulle cui spalle pesa tutta l’economia famigliare. Per quanto tempo ancora dovremo accettare queste decisioni assurde e illogiche da parte dei nostri governanti?
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