Niccolò Ciatti (foto dal web)

Da quando Niccolò è morto, ucciso in Spagna durante una vacanza con gli amici, il banco di frutta dove lavorava è chiuso, coperto da fiori e messaggi per quel bravo ragazzo che era amato da tutti.

Ai microfoni del Corriere della Sera, zia Mariella racconta il dolore che sta vivendo la famiglia dopo l’omicidio di Niccolò.

«Per il momento ho chiesto la sospensione della licenza per quattro mesi ma ho deciso di vendere il banco. Non ho più alcun motivo di rimanere lì. E poi con i soldi ci paghiamo gli avvocati e le trasferte in Spagna per seguire il processo. Sarà questo il mio contributo perché Nicco abbia giustizia».

«Era lui che mi dava la forza di andare avanti, soprattutto dopo la morte di mio marito e di mio fratello. Mi diceva sempre: “Dai zia che ce la facciamo, non ti scoraggiare”. Si occupava di tutto, e i clienti lo amavano. Volevano essere serviti solo da lui» – racconta Mariella al Corriere della Sera – «Nonostante la sua età aveva scelto un lavoro difficile, di grandi sacrifici: si svegliava tutte le mattine alle 4,30 e alle 6 era a lavorare al mercato. A San Lorenzo era il fruttivendolo più giovane, e quindi era stato adottato dagli altri a cui chiedeva consigli e dava una mano».