Patrizia Arino, 30 anni e una storia pazzesca alle spalle. La donna ora non ha più una sua identità. Lei, ha visto andare in frantumi il suo sogno di andare andare fare un matrimonio con il suo uomo, ha dovuto prendere in affitto l’appartamento che avevano acquistato, non ha un medico di base da cui andare per farsi curare, né un codice fiscale e – come se non bastasse – ha una finta residenza a Parma perché nel 2015 è rimasta vittima di una truffa per i falsi matrimoni che avevano coinvolto la quarta Municipalità di Napoli

Patrizia, che ha il papà avvocato, Vincenzo Arino, chiedono il risarcimento danni al Comune di Napoli: «Non ci sono giunte risposte dal Tribunale, né dalla Procura, non sappiamo se le indagini sono chiuse o sono in corso – accusano padre e figlia -. Tutto ciò è vergognoso. Hanno rovinato la vita di una giovane donna».

Una storia già vissuta a Napoli. Questo caso andò a finire anche a Striscia la Notizia. Lei, sposa senza saperlo lo ha scoperto per caso all’età di 28 anni.

Era finita nella rete di una donna di 48 anni che come lavoro faceva la finta sposa prestandosi a giurare fedeltà a un marito di nazionalità straniera in presenza di impiegati comunali conniventi. Tutto per far ottenere allo sposo il permesso di cittadinanza.

Una truffa, scrive il mattino attraverso le sue pagine on line – fatta contro  cittadini che non conoscevano il loro destino,  simulando le nozze al fine di intascare la somma di 5mila euro dei 10mila da spartire con gli altri complici.