Uno stupro non fa più notizia in Italia ormai. Incredibile come i media di regime come, in pochi giorni, hanno ribaltato la situazione del nostro Paese concentrando l’attenzione solo e unicamente sui due carabinieri accusati di aver commesso atto di stupro nei confronti di due ragazze in vacanza studio in Italia e, hanno cercato di farci dimenticare l’efferato crimine compiuto dal gruppo di Rimini che ha violentato e stuprato delle povere vittime innocenti. Come se non bastasse, a difendere questo gruppo di persone ci ha pensato direttamente il prefetto di Pesaro-Urbino, Luigi Pizzi, che in un comunicato ufficiale ha tenuto a stigmatizzare lo stupro di Rimini “raccontando” come da quelle parti non ci sia nessun problema di integrazione e tutto, quindi, fili liscio.

Secondo lo stesso Pizzi si è voluto creare “un clima di tensione e di allarme che per la verità sta raggiungendo livelli ingiustificatamente parossistici. Ha continuato così Pizzi: “Il sistema di accoglienza dei migranti, di cui ha usufruito anche Guerlin Butungu, individuato come il capobranco, è considerato uno dei migliori attuati sul territorio nazionale sia sotto il profilo dell’assistenza che della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

“Appare poi superfluo sottolineare – seguita – come, sino al verificarsi dei gravissimi episodi criminosi” di Rimini, in provincia “non si è registrato alcun evento significativamente rilevante con conseguenze negative per la sicurezza dei cittadini”. E allora, “non può certo essere un episodio, sia pur di particolare gravità ed esecrabilità, a inficiare un’attività pluriennale coordinata in maniera assidua ed efficace dalla Prefettura. Non si comprendono, pertanto, le critiche e le affermazioni denigratorie rivolte da taluno in questi giorni all’istituzione prefettizia, se non attribuendole a mere finalità politico-elettorali, che non possono in alcun modo scalfire il prestigio delle Istituzioni e delle forze di polizia di questa provincia, ingenerando, tra l’altro, un pericolosissimo clima di intolleranza e offuscando l’immagine di Pesaro” che “era e rimane una città tranquilla”. Il Prefetto ha comunque convocato per il 12 settembre una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza pubblica