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Nessun segno di pentimento da parte del 17enne, reo confesso dell’omicidio di Noemi Durini. Giuseppe Borrello, maresciallo capo della stazione dei carabinieri di Specchia, ai microfoni di Libero, ha parlato dell’interrogatorio durante il quale il 17enne ha confessato l’omicidio.

«Il ragazzo è stato lucido e chiaro nella ricostruzione dei fatti – ha confermato il maresciallo -. Ma non ha avuto crisi di pianto o momenti di sconforto, dal punto di vista emotivo e di ricostruzione dei fatti non ha evidenziato disagio di tipo psichico».

Freddo e distaccato: il maresciallo descrive così il 17enne che ha confessato tutto perché, ormai, si sentiva braccato: “La pressione psicologica lo ha portato a venire a confidarsi con me.
Cercava qualcuno che lo potesse guidare verso la confessione per liberarsi del peso. Del resto i giornali e l’ opinione pubblica lo avevano indicato come principale sospettato. Aveva paura dell’ arresto. Si è tolto un peso e ha scelto di farlo con chi nei giorni passati lo aveva sentito ma anche consigliato, rassicurandolo che sarebbe stato tutelato in tutti i sensi data la sua giovane età. A quel punto ha parlato…”.

Se davanti alle telecamere si è comportato da sbruffone, il maresciallo rivela che, durante l’interrogatorio, il ragazzo ha avuto un atteggiamento diverso: “Il ragazzo con me è stato molto tranquillo, remissivo, non ha fatto colpi di testa. Non mi aspettavo questa reazione all’uscita dalla caserma. Non è stato un bel gesto nei confronti della popolazione. Eppure pochi istanti prima mi aveva fatto intendere che non dormiva da giorni per il peso che nascondeva e la paura di finire in manette. Non ce la faceva più a sopportare un peso simile anche a livello fisico”.