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Noemi Durini poteva essere salvata? E’ questa la domanda a cui la famiglia della 16enne uccisa dal fidanzato chiede una risposta. Prima dell’omicidio, Noemi e i genitori, come ha rivelato un cugino, si erano recati due volte dalle forze dell’ordine per presentare denuncia contro la violenza del giovane di cui Noemi portava ancora i segni. Quelle denunce, però, non hanno portato a nulla.

“Era possessivo e geloso, non voleva che mia cugina vedesse altre persone, la picchiava. Noemi, assieme ai genitori, era andata anche in caserma per denunciare le aggressioni subite dal diciassettenne, e aveva ancora i segni della violenza sul volto – racconta il giovane -, ma non è stato fatto nulla”.

Il ministro Andrea Orlando ha così disposto degli accertamenti preliminari sulla procura per i minorenni di Lecce. L’obiettivo è capire se vi sia stata inerzia e leggerezza da parte degli inquirenti in merito alle denunce della famiglia di Noemi.