prete

Spetterà al Tribunale di Padova decidere se l’intercettazione telefonica tra un prete, accusato di violenza sessuale ai danni di un ragazzino e il proprio confessore sia da considerare un a prova attendibile per il processo.

I fatti risalgono a luglio 2016 quando i genitori di un chierichetto hanno denunciato un parroco del Monselicense per violenza sessuale.

Il ragazzino aveva raccontato di essere stato molestato dal prete che lo aveva palpeggiato e poi mimato un atto erotico mentre era seduto sulle sue gambe.

Il parroco aveva confessato la violenza al proprio padre spirituale. Il Pm aveva così chiesto al giudice di acquisire come prova del processo l’intercettazione telefonica ma il giudice ha respinto la richiesta del pubblico ministero perchè avrebbe violato il segreto confessionale.

Ora spetterà al Tribunale decidere se utilizzare quei nastri o meno.