Laura Boldrini rompe il silenzio sugli stupri di Rimini per il quale sono finiti in carcere due fratelli marocchini di 15 e 16 anni, un nigeriano di 17 e un 20enne congolese, considerato il capo del branco.

Laura Boldrini ha parlato per la prima volta degli stupri ai danni della turista polacca e della trans peruviana, avvenuti nella notte tra il 25 e il 26 agosto sulla spiaggia di Rimini, nel corso di un intervento ai microfoni di Myrta Merlino a L’Aria che tira, su La7.

“Non ho parlato subito perché c’erano ancora indagini in corso” – afferma la Boldrini che poi aggiunge – “Trovo disgustosa la strumentalizzazione. Oggi per offendere una figura istituzionale si arriva ad evocare lo stupro. Non c’è più niente da dire. Lo ho visto fare solo in guerra: in Rwanda ed in ex Jugoslavia”. 

Io non faccio la commentatrice di professione – prosegue -. Il mio impegno a 360 gradi sulle donne è noto. Che qualcuno metta in dubbio il mio impegno dimostra tutta la cattiva fede e la volontà di strumentalizzare”.