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Comincia a diventare più chiaro ciò che è accaduto a Firenze tra le due ragazze americane e i due carabinieri, accusati di violenza sessuale.

Il carabiniere di Prato, 45 anni, sposato e padre di un figlio, ai magistrati Giuseppe Creazzo e Ornella Galeotti, come si legge su Il Tempo, avrebbe raccontato cosa sarebbe successo quella famosa sera.

Sono vent’anni che indosso la divisa. Vent’anni che combatto contro i delinquenti. Vent’anni che dedico la mia vita agli altri. Si lo ammetto. Ho fatto una cosa inopportuna, sbagliata, assurda. Ma lo stupro no, mai. Non ho stuprato nessuno, Dio lo sa. È il peggior reato che esista. Non l’ho violentata, quella ragazza era consenziente. Lo giuro, credetemi”, è la confessione del carabiniere.

Sì, quel passaggio glielo abbiamo dato – confessa -. Eravamo intervenuti davanti alla discoteca Flò, mentre riprendevamo il servizio abbiamo notato le due ragazze al lato della strada. Barcollavano, non si reggevano in piedi, erano sole. Avevano bevuto, si vedeva chiaramente, non erano lucide. Gli abbiamo chiesto dove andavano, se era tutto okay. Ci hanno detto che aspettavano un taxi, che non arrivava mai. Credendo di far bene, ci siamo offerti di accompagnarle a casa. Certo quando le abbiamo fatte salire non avevamo cattive intenzioni”.

I due carabinieri accompagnano così le due ragazze a casa. Qui, poi, cos’è successo? Ecco cosa confessa il carabiniere: “ci siamo fermati, siamo scesi perché non si reggevano in piedi e volevamo accompagnarle in casa – continua il militare -. Lei mi ha invitato a entrare, e poi non ho capito più niente. Ho fatto una cosa assurda. Siamo stati insieme, ma non c’è stata violenza. Era consenziente. Ecco perché, quando ho sentito la notizia, non mi è sembrato possibile. Quadrava tutto, ma mancava un pezzo. Mancava lo stupro, la paura di quella ragazza. Abbiamo avuto un rapporto sessuale ma, lo giuro, più che consenziente”.