Gli stupri di Rimini, secondo l’imam, sarebbero colpa della società occidentale. Abderrahim Troumi (nella foto), guida islamica a Montecchio (Pesaro), comunità in cui vivono i fratelli marocchini di 15 e 16 anni, finiti in carcere per lo stupro ai danni della turista polacca e della trans peruviana insieme al congolese 20enne e al nigeriano 17enna, ai microfoni de Il Giorno, ha commentato la triste vicenda.

Sono senza Allah, devastati dalla società occidentale come altri ragazzi italiani” – confessa l’imam che conosce i due marocchini da quando erano piccoli – “Avevano 5-6 anni e qualche volta venivano da me per frequentare il catechismo e la scuola di lingua islamica. Ma non hanno fatto un percorso da bambini normali: il padre ha avuto continui guai con la giustizia per furti e droga, mentre la mamma, una donna di livello culturale molto basso, non lavora, non esce di casa e non frequenta la moschea”. 

Due ragazzi normali fino a quando non hanno incontrato la droga: “poi sono venuti a contatto con la droga e non siamo riusciti a evitare l’irreparabile”, spiega l’imam.

“I ragazzi, quando arrivano a 13-14 anni, o anche prima, si allontanano dalla moschea e non riusciamo più a controllarli. Il venerdì, giorno di preghiera, la maggior parte va nei bar e in discoteca, come del resto fanno gli altri giovani del paese” e “la maggior parte dei nostri connazionali conosce solo casa e lavoro, si sente persa di fronte alla complessità di una società che non comprende”.