rimini butungu

E’ un racconto inquietante quello fatto dalle vittime delle bestie di Rimini agli inquirenti. Dalle ordinanze con cui sono stati convalidati i fermi dei quattro stranieri accusati degli stupri ai danni di una giovane polacca e di una trans peruviana viene fuori la sceneggiatura di un film horror.

Una notte terribile, che le vittime difficilmente dimenticheranno e di cui hanno rivelato dettagli inquietanti alle forze dell’ordine. Nonostante la paura vissuta e lo choc, le vittime delle bestie di Rimini hanno ricostruito tutto ciò che è accaduto quella notte.

La giovane turista polacca ha raccontato di essere stata avvicinata, insieme all’amico, sulla spiaggia, da un giovane straniero che, in inglese, ha chiesto: “Where are you from?”. Subito dopo li ha minacciati ordinando loro di dargli i cellulari e i portafogli. L’uomo ha immediatamente colpito al volto l’amico della ragazza mentre altre due persone si materializzavano davanti a lei, poi una terza immobilizzandola e facendola cadere.

I tre, tenendola ferma anche per la gola, le hanno tolto i pantaloni e gli slip cominciando ad abusare di lei sessualmente a turno mentre le dicevano “I kill you”. 

Dopo le ripetute violenze, le bestie l’hanno trascinata in acqua. Ancora immobilizzata, viene girata su un fianco e penetrata contemporaneamente da due dei criminali.

Come scrive Roberta Catania per ‘Libero Quotidiano’, nell’ordinanza, il Gip che ha convalidato il fermo, riferisce che la ragazza era stata trascinata in acqua «perché le sue parti intime erano piene di sabbia e ciò rendeva difficoltosa la penetrazione; infatti, dopo il lavaggio nel mare, gli aggressori hanno ripreso a violentarla più volte».

Mentre la ragazza veniva violentata con estrema crudeltà, l’amico continuava ad essere picchiato brutalmente dagli altri del branco.

«Sentivo la mia amica chiedere aiuto, dicendo che la stavano uccidendo, e mi rendevo conto che stavano abusando di lei a turno. Tre o quattro che si intercambiavano tra loro nell’ abusare di lei e nell’ immobilizzare lei».

Il ragazzo, inoltre, ha riferito che «ero immobilizzato a terra, tenuto da due persone con il viso sulla sabbia, venivo perquisito alla ricerca di telefono e portafogli, e colpito ripetutamente con calci in tutte le parti del corpo e pure al capo con una bottiglia di vetro». Il polacco ha cercato d’impietosire le bestie rivelando di soffrire d’asma ma i criminali non hanno avuto alcuna pietà: «manifestavo sofferenza respiratoria e vomitavo, mi hanno detto che potevo bere solo l’ acqua di mare».

Anche la trans peruviana ha fornito dettagli inquietanti su quella notte orribile: «Uno dei ragazzi neri mi ha preso per i capelli, trascinandomi con forza oltre via Flaminia, dove vi erano cespugli rigogliosi. Io cercavo di oppormi (…) uno mi colpiva alla testa con una bottigliata, mentre il secondo mi sferrava un pugno allo zigomo».

Poi aggiunge: «Tu chi ca**o sei, uomo o donna? Tu che hai, la f**a o il ca**o? Se c’ hai il ca**o ti ammazziamo. Rimanevo in piedi, mentre tre mi tenevano stretta e uno mi violentava, per poi darsi il cambio con il secondo giovane. Poi mi sdraiavano a pancia in su e anche qui venivo violentata dagli altri due giovani. Non contenti, i primi due che mi avevano violentata, ricominciavano a turno a violentarmi».

Il fermo die quattro è stato confermato. Il Gip e il giudice dei tribunali dei minore non hanno creduto alle versioni dei criminali che continuano a scaricarsi la colpa vicendevolmente. Il gip, inoltre, ritiene che il congolese Butungu non solo abbia partecipato alle violenze «ma fu lui a scatenare il branco, a dirigere la brutale aggressione e a “impadronirsi” per primo del corpo delle giovani donne».