malaria

La morte della bambina di 4 anni, affetta da malaria, ha creato allarmismo in Italia. I casi potrebbero aumentare per la presenza di immigrati provenienti da paesi in cui la malattia non è stata sconfitta.

A chiarire cosa potrebbe accadere davvero nel nostro Paese è il professor Gianni Rezza, epidemiologo e responsabile del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, che ai microfoni de Il Giorno chiarisce: “Abbiamo ormai in Italia diverse centinaia di casi di malaria di importazione, in gran parte si tratta di persone che arrivano da paesi endemici, in cui circola il plasmodio, quindi già contagiate. In genere provengono dall’Africa – aggiunge il prof. Rezza – in misura minore da Sud Est Asiatico e America Latina”.

Il numero di casi potrebbe aumentare nei prossimi mesi per il grande numero di stranieri che, ormai, vivono stabilmente in Italia: “Ci sono persone che vivono già stabilmente tra noi – ricorda il professore – Vanno a trovare i parenti, si espongono a infezioni, poi tornano in Italia. Sono i casi di importazione, intuitivi e facili da diagnosticare: hai un febbrone, vieni da paesi dell’Africa equatoriale, il medico pensa subito alla malaria, e per la cura sai da dove iniziare”.

Il rischio, dunque, che ci siano nuovi casi di malaria c’è. Il professor Rezza, però, aggiunge che in Italia ci sono tutti i mezzi per contrastare la malattia: “non c’è epidemia di plasmodium falciparum. Ma con la circolazione di uomini e merci è sempre bene pensare alle possibili evenienze, visto che siamo in grado di contrastarle”.