Continuano ad emergere dettagli agghiaccianti sullo stupro di Rimini dopo l’arresto di tutto il branco. Il “capobanda” era Guerlin Butungu, congolese di 20 anni che, a detta dei tre minorenni, era quello che organizzava tutto.

Era lui a comandare, organizzava i colpi, noi eravamo come i suoi cani”, hanno detto i due fratelli marocchini di 15 e 17 anni che sono stati convinti a costituirsi dal padre. “Avevamo bevuto diverse birre – hanno confessato alla pm per i minorenni di Bologna -, io tenevo la donna ma era lui a fare il resto”.

Francesca Capaldo, capo della sezione dello Sco e che ha arrestato gli stupratori, ha raccontato cos’è accaduto durante l’interrogatorio. In un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera, ha dichiarato:

Quello che più mi ha impressionato di questa vicenda è la ferocia di questi ragazzi, che è emersa sopratutto nella testimonianza e nella descrizione dei fatti che abbiamo avuto dalla transessuale peruviana. Sono molto giovani, eppure hanno tirato fuori una carica d’odio enorme. Una violenza che di solito si riscontra nelle violenze in famiglia, quando c’è un rancore pregresso. Ma è rara tra estranei. Invece, non dimenticherò facilmente il terrore che ho letto sul volto della turista polacca”.

La poliziotta, poi, ha aggiunto: “Li ha scatenati l’essere in branco, ma quando li abbiamo interrogati si sono mostrati mansueti”.