rimini desio

Tre dei quattro violentatori di Rimini non dovevano stare in Italia. E’ quanto emerge dalle accurate indagini delle forze dell’ordine che hanno scoperto come la famiglia dei due fratelli marocchini sarebbe dovuta essere espulsa da diverso tempo.

Il padre arriva in Italia negli anni Novanta e si stabilisce in Veneto. Una sanatoria del 1995 gli permette di regolarizzare la sua posizione ma i suoi guai con la legge gli tolgono la possibilità di farlo. Tuttavia, come spiega Il Giornale, l’uomo chiede ed ottiene di restare in Italia per badare ai figli minorenni.

«Di solito – spiegano alla questura di Rimini – è la madre che invoca quella norma, ma questa volta è il padre a farsi avanti, gettando cosi l’ancora sul territorio italiano».

La donna, clandestina, non si preoccupa assolutamente di regolarizzare la sua presenza in Italia dal momento che nessuno si sognerebbe di rispedire in Marocco una mamma di quattro figli minori.

Nel frattempo, i problemi con la giustizia aumentano. I figli cominciano a commettere piccoli reati e la scuola frequentata dal secondogenito segnala anche episodi di bullismo. In un modo o nell’altro, però, la famiglia marocchina è rimasta in Italia.

«In teoria – notano gli agenti che si destreggiano fra leggi oscure come la selva di Dante – ci sarebbero buone ragioni per rispedire tutti in Marocco ma dopo tanti anni sono ancora qua e il motivo fondamentale è la presenza dei figli minori».