Accettare i clandestini è un obbligo derivante dall’alto, direttamente dall’Unione Europea. Bruxelles ha deciso di operare in questo modo anche dopo la scadenza formale del programma di relocation (la ridistribuzione) prevista per settembre.

Questa decisione è stata resa nota da un portavoce della Commissione. Sembrerebbe proprio essere un attacco frontale per quei paesi, come ad esempio l’Ungheria di Orban che, per difendere i propri cittadini, hanno deciso di espellere i clandestini facendo rispettare i confini.

Ma la “madre” Europa ha deciso diversamente, ovvero di effettuare ricollocamenti per i richiedenti asilo che rispettano i parametri decisi. Tove Ernst, la portavoce della commissione, dice: “Tutte le persone arrivate fino alla fine di settembre e rientranti nei parametri per la relocation dovranno essere trasferite. il programma, secondo l’esecutivo comunitario, è fattibile e gli Stati membri potranno tranquillamente completarlo anche se in scadenza a breve”.

L’obiettivo che si era posto la Commissione era quello di ridistribuire 160000 clandestini, ma le cose sono cambiate perchè in base alle condizioni stabilite solo poche decine di migliaia potranno beneficiarne.

Ernst continua dicendo che saranno presi provvedimenti, in particolare si parla di pesanti sanzioni, nei confronti di Polonia, Ungheria e Repubblica ceca per non aver rispettato gli obblighi imposti, come si evince da ilpopulista.it.