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Tornare alla normalità non sarà facile per la giovane polacca, vittima delle stupro di Rimini. Ancora ricoverata in ospedale, le sue condizioni fisiche migliorano ma non quelle psicologiche.

Le ferite interiori che il branco le ha lasciato non guariranno mai. La giovane che ha chiesto di rimanere nell’anonimato e il rispetto della propria privacy ha comunque parlato con gli inquirenti a cui ha rivelato nuovi dettagli importanti per il riconoscimento dei suoi aguzzini che hanno le ore contate grazie alla testimonianza della trans peruviana che li ha visti in faccia.

Alla polizia, la ragazza ha rilasciato un racconto inquietante. Come riporta Il Giornale, tra le varie dichiarazioni spunta quella che fa venire i brividi. «Uno di loro mi ripeteva: i kill you, i kill you», diceva uno degli aguzzini prima di accanirsi con il resto del branco sul corpo della giovane.

La ragazza e il compagno potrebbero tornare in Polonia la prossima settimana. Nel frattempo stanno continuando a parlare con gli inquirenti per fornire ulteriori indizi sull’aggressione. Dalla Polonia, poi, sono arrivati alcuni investigatori inviati dal governo polacco per aiutare gli investigatori italiani e fare luce, il prima possibile, sulla terribile vicenda. Per i due giovani, tuttavia, dimenticare non sarà facile.