stupro di rimini

Lo stupro di Rimini continua a far discutere. Gli investigatori stanno ancora indagando per identificare i quattro uomini che sabato notte hanno aggredito e violentato una giovane coppia di polacchi.

Lo choc subito dai due ragazzi dello stupro di Rimini non andrà mai via. Fisicamente, invece, stanno meglio anche se resteranno ancora ricoverati in ospedale. I due giovani, nelle scorse ore, sono stati raggiunti dai familiari.

Dalla Polonia sono arrivati la mamma di lui e il fratello di lei che hanno incontrato il vice sindaco Gloria Lisi, andata a trovare i ragazzi insieme all’assessore Jamil Sadegholvaad.

«Grazie Rimini, grazie per quello che avete finora per i nostri ragazzi», hanno ripetutamente detto i familiari dei giovani. «Non vogliamo che in Polonia si sappia cosa ci è successo, vogliamo solo metterci alle spalle questo incubo», hanno dichiarato i due giovani.

Nel frattempo, dalla Polonia arriveranno nelle prossime ore un giudice istruttore e alcuni investigatori che affiancheranno gli investigatori italiani nelle indagini. Ad inviarli è stato il ministro della Giustizia polacco Zibgniew Ziobro, che ha subito aperto un’indagine sull’accaduto. «Quest’azione rapida è dettata dalle circostanze, vogliamo raccogliere in tempi veloci le prove». Il vice ministro, Patryk Jak ha aggiunto su Twitter: «Per le bestie di Rimini dovrebbe esserci la pena di morte anche se per questo caso vorrei ripristinare la tortura».

Ai microfoni del quotidiano conservatore Rzeczpospolita ha poi detto: «Non lasceremo questa cosa agli italiani. Vogliamo portare in Polonia questi criminali e sbatterli nelle nostre prigioni».