Ormai si sentono pronunciare solo queste parole dai residenti del quartiere romano Tiburtino III: “Siamo esasperati, questa storia deve finire. Qui lo Stato non c’è”. E poi la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e ieri notte la rivolta contro un centro d’accoglienza per liberare madre e figlio ostaggio dei migranti ospitati.

Pamela si era recata al centro per lamentarsi del fatto che un uomo, già espulso dal centro, aveva gettato sassi contro il figlio che giocava per strada. Un gesto che ha fatto infuriare la donna tanto da indurla a rincorrere l’uomo fino al centro, salvo poi essere accerchiata da un centinaio di persone non aventi buone intenzioni.

“L’ho seguito d’istinto, non ho pensato potesse essere pericoloso – racconta Pamela – e non mi sono accorta quando mi si sono stretti intorno e mi hanno presa, trascinata dentro il centro e picchiata”.

Come riporta ilgiornale.it, alcuni amici e conoscenti sono accorsi in aiuto della donna ed è scoppiata la rissa dove, ad avere la peggio, è stato proprio l’uomo che ha scatenato tutto che ha ricevuto una coltellata.

“Sono loro che ci hanno caricato – racconta Angelo, uno dei residenti che ha partecipato alla rivolta – non siamo partiti per litigare, ma loro sono usciti con i bastoni. La nostra intenzione era quella di calmare le acque, non di farla finire in rissa dato che già quattro mesi fa abbiamo tirato fuori una mamma con il passeggino”.

Prosegue poi Yuri, un altro residente del Tiburtino III: ” Non so nemmeno come sia avvenuto l’accoltellamento, non lo abbiamo toccato perchè non eravamo armati mentre loro si. Sono un ragazzo di strada, ma non voglio fare ulteriori casini quindi ho impedito a mia figlia di passare di li perchè può essere pericoloso. Lo Stato qui ci ha abbandonato; sembriamo una comunità indiana, tutti dentro e nessuno esce”.

Anche la politica si batte a fianco dei residenti per far chiudere questo centro; Fratelli d’Italia ha annunciato che ripresenterà in consiglio comunale un ordine per chiedere la chiusura definitiva.

“Questa situazione non è più accettabile. Il centro è dentro una scuola e noi siamo il quartiere più degradato”, spiega Roberto Santoro, consigliere circoscrizionale di FdI al IV Municipio.

“Tutta Roma è costellata di focolai di questo tipo – spiega Giorgio Mori, responsabile immigrazione del partito – manca una politica organizzata del fenomeno immigrazione e le fasce più fragili della popolazione ne risentono perchè vedono diminuita la sicurezza e la legalità nei loro territori. Ora aspettiamo solo le prossime mosse del Comune di Roma e terremo ancora più alta l’attenzione su questo centro”.