Ormai è una lotta senza quartiere quella tra gli immigrati che stanno invadendo il nostro Paese e i cittadini italiani e le forze dell’ordine che cercano, senza l’aiuto del Governo, di gestire questa orda di persone che spesso si rendono protagonisti di gesti assolutamente illegali. In Italia nell’ultimo anno sono stati circa centomila i profughi che sono arrivati in Italia, contro gli 8mila della Spagna e i 4mila della Grecia. Un esodo che non conosce confini e che ormai sta assumendo dei contorni da tragedia, sia per i cittadini italiani che, in piena crisi economica, si trovano a dover fronteggiare anche questo problema, sia per gli stessi immigrati che vivono in situazioni di degrado assoluto.

Ed a tutto questo ora si aggiunge anche il terrore che ogni cittadino d’Europa e quindi italiano deve avere quotidianamente per il pericolo del terrorismo islamico, che ormai da anni prepara attentati in giro per il nostro continente, forse aiutato involontariamente dal alcune organizzazioni non governative.

A rivelarlo è il quotidiano ungherese Magyar Idok, secondo cui Salah Abdeslam, l’unico jihadista sopravvissuto, e i suoi colleghi del terrore sarebbero stati aiutati da una Ong che si occupa di migranti.

Il condizionale è d’obbligo. A riportare la notizia è il quotidiano Libero oggi in edicola. I terroristi avrebbero beneficiato “del supporto di un’organizzazione umanitaria per organizzare il trasporto di tredici jihadisti verso l’Europa occidentale”. Tre di questi 13 ci sarebbero quelli poi entrati in azione al Bataclan, dove il commando terrorista ha falciato la vita di 80 persone. Non solo. Secondo Magyar Idok, Abdeslam avrebbe anche dormito a casa di uno dei volontari della Ong. Il tutto a Budapest, dove – scrive Libero – “Salah accompagnava i combattenti addestrati dallo Stato islamico che aspiravano a morire da martiri tra gli infedeli di Francia e Belgio”.

Proprio alla stazione internazionale di Budapest Salah avrebbe reclutato Omar Ismaël Mostefaï, Samy Amimour e Foued Mohamed Aggad, i tre attentatori del Bataclan. I tre avrebbero dormito dal 9 al 17 settembre in un hotel nella periferia di Budapest e avrebbero comunicato con Salah solo attraverso schede sim locali acquistate a Kiskorös, nel sud dell’Ungheria.