A Gambo, nel Centrafrica, un villaggio a 75 km dalla città di Bangassou, da tre anni sotto il controllo dei ribelli Seleka, sono stati uccisi 50 civili tra donne, anziani e bambini da miliziani islamisti. La motivazione di questo agguato è la vendetta per un’incursione di combattenti non musulmani nel loro territorio. Tra le vittime anche sei volontari della Croce Rossa.

Monsignor Juan Josè Aguirre, come riportato da tgcom24.it, che ha dato la notizia di questa strage, spiega il difficile equilibrio esistente nello stato africano, da sempre teatro di conflitti e violenze di ogni genere.

L’agguato delle ultime ore è stato una risposta ad un incursione, avvenuta la settimana scorsa, di un gruppo di militanti di gruppi di autodifesa del territorio, non musulmani, che hanno fatto irruzione nel villaggio uccidendo molti civili e scatenando la reazione del contingente Onu.

Al sangue si risponde con il sangue e chi ha la peggio sono sempre i più deboli. Nella strage di Gambo gli islamisti hanno fatto irruzione nell’ospedale della Croce Rossa, dove hanno barbaramente ucciso feriti e parenti dei malati, per la maggior parte civili cristiani.

Un episodio che ha profondamente addolorato papa Francesco, che ha ricordato le vittime di questa violenza che sembra non avere mai fine.