Gli abitanti di Kavumu, in Congo,  un poverissimo villaggio vicino alle rive del lago Kivu nell’est della già molto povera Repubblica Democratica  vivono da sempre un incubo.  Per tre anni i miliziani hanno rapito e violentato 44 bambine tra i 18 mesi e gli 11 anni infliggendo loro ferite tali da far piangere i medici che dovevano curarle. «Quando operi una bambina con la vescica e il ventre distrutto non puoi fare a meno di pensare che non dovresti “cercare di riparare il danno” ma fare qualcosa per impedire che cose del genere avvengano». Questo è il racconto del dottor Denis Mukwege che lavora all’ospedale Panzi nella capitale Bukavu e che ha trattato tante piccole vittime. E’ il paese dell’ex ministro Kyenge.

Le piccole, venivano portate via di notte dai loro letti mentre i genitori stavano dormendo sotto l’effetto di potenti narcotici. A Kavumu le porte, se ci sono, sono fatte con due chiodi che reggono una sbarra di ferro. Parliamo di baracche di legno costruite alla meglio, spesso rappezzate con teli impermeabili. Le piccole venivano stuprate selvaggiamente e poi lasciate in un campo o riportate addirittura a casa. Due di loro sono morte e le altre porteranno i segni della violenza tutta la vita. «Non sappiamo se da grandi potranno avere una vita sessuale normale, se avranno le mestruazioni e dei bambini» ha raccontato al Guardian il dottor Neema Rukunghu.

Un racconto da brividi. Dei padri disperati che per tre anni non hanno mai dormito. Uno di loro ha passato mesi a fare la guardia alla porta dopo che sua figlia era stata rapita. Perché in alcuni casi gli stupratori tornavano una seconda volta. È accaduto a una ragazzina di 11 anni che è stata portata via nel marzo e nell’agosto del 2015. Le vittime, poi, venivano fatte oggetto di bullismo a scuola, additate come diverse e isolate.

Nella Repubblica democratica del Congo, per 20 anni, è stato tutto affossato.  Il presidente Joseph Kabila, dopo molte resistenze, ha dovuto ammettere l’esistenza del problema e ha varato una politica di tolleranza zero verso la violenza sessuale. A parole. Perché le vittime nel Paese continuano ad aumentare: 15mila nel 2015.