“Dateci più soldi o vi decapitiamo“. Questa è una violenta protesta di migranti, un nigeriano e due gambiani, di un centro d’accoglienza di Potenza. Queste tre persone sono state arrestate  per tentata estorsione aggravata ai danni del responsabile della società che gestisce la struttura e per resistenza a pubblico ufficiale. Il tutto è avvenuto il dicembre scorso.

 

Gli inquirenti, chiamati da alcuni dipendenti, sono intervenuti durante la protesta: i clandestini avevano chiuso in una stanza il presidente della società e un suo collaboratore chiedendogli il denaro (“alcune migliaia di euro”) che gli avevano visto maneggiare, come racconta La Gazzetta del Mezzogiorno.

“Mentre la Lucania viene letteralmente saturata di immigrati dell’Africa sub-sahariana, assolutamente non gestibili in termini di integrazione, alle zone elettorali di Marcelle Pittella spettano, invece, gli immigrati di lusso, quelli col titolo di studio”, accusa Francesca Messina, responsabile regionale dipartimento immigrazione Fdi-An Basilicata, che punta il dito contro il governatore della Basilicata, “È strano che Pittella faccia di queste discriminazioni tra immigrati di serie A e B, visto che solo pochi giorni fa il Presidente ha presentato il suo progetto per una mega-“baraccopoli” nel cuore della Lucania, per ospitare – così sembra – praticamente tutti gli immigrati che nessuno in Italia vuole più. A Lauria vanno gli immigrati meno problematici, quelli che non fanno barricate e non sequestrano le persone (come accaduto a Sasso di Castalda e Potenza), e altrove vanno tutti gli altri?”.