Il paese sta andando verso il collasso, verso una Guerra Civile; dopo l’annuncio dei risultati dell’elezione per l’Assemblea Costituente, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato che l’organismo servirà per prendere misure contro il Parlamento, la Procuratrice Generale, i dirigenti dell’opposizione e la stampa indipendente.

“Uno scenario di scontro violento” secondo il presidente delle Camere Julio Borges che non vuole cedere la sede del legislativo all’Assemblea e dello stesso parere la Procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz che definisce queste elezioni come: “Uno schiaffo al popolo e alla sua sovranità che servono solo a soddisfare le ambizioni di un piccolo gruppo che vorrebbe il potere assoluto in mano ad una minoranza”.

I dati ufficiali, come riporta ansa.it, parlano di un’affluenza del 41,5%, mentre l’opposizione parla di una astensione dell’87%. Il governo continua ad assicurare che nel paese “regna la calma”, ma il bilancio della repressione sale sempre di più.

Da aprile sono 121 le persone morte negli scontri di piazza in Venezuela e almeno 1.958 quelle rimaste ferite. Solo nella giornata di domenica si sono registrati 14 morti tra cui una ragazzina di 15 anni a San Cristobal, nell’ovest del Paese.

La situazione venezuelana è monitorata anche a livello internazionale; gli Usa impongono sanzioni al presidente del Venezuela, congelando gli asset di Maduro sotto la giurisdizione americana e vietando agli americani di fare affari con lui.

Anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni interviene in questa delicata situazione: “In Venezuela c’è una situazione al limite della guerra civile e di un regime dittatoriale, non riconosceremo l’assemblea costituente voluta da Maduro e difenderemo i nostri connazionali presenti sul territorio”.

 

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