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Sono passati sette anni da quel 29 giugno 2010 quando una tragedia spezzò la vita di Pietro Taricone lasciando un vuoto incolmabile nella compagna Kasia Smutniak.

A distanza di tempo, l’attrice che ha cercato di affrontare con coraggio il dolore per crescere da sola la loro bambina, Sophie, ha parlato di quei momenti in un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera. 

Ho tanti amici ma sono una sociopatica. Ho trovato il piacere di stare bene con me stessa, ho imparato a viaggiare da sola, a vivere delle esperienze da sola. Credo sia importante. Per esempio, viaggiando sola ho imparato tanto su me stessa. Ho dovuto capire come non avere sul groppone la mia vita ma farmela piacere. La morte di Pietro è stato uno dei momenti, non l’unico. Ho iniziato a lavorare a 15 anni e sono andata via da casa a 18: lì ho dovuto imparare”.

Dopo diverso tempo, Kasia si è innamorata del produttore Domenico Procacci da cui ha avuto il figlio Leone. Diventare mamma ha cambiato il modo di vivere di Kasia che, nel momento in cui ha stretto tra le braccia Sophie, ha capito di non poter più avere paura per lei:

Quando ho partorito la prima figlia e me l’hanno portata in braccio ho avuto una sensazione fortissima: ho iniziato a pensare che da quel momento la mia storia sarebbe stata in funzione della sua, era una cosa nuova per me. L’idea del “per sempre” mi spaventa, invece lì non ne scappi”.

Infine, diversamente dalle altre donne dello spettacolo, la Smutniak non vede l’ora di invecchiare:

Non vedo l’ora. Chissà quante cose posso imparare, quante esperienze: tutto si riempirà della libertà di poterle vivere. A 20 anni devi impegnarti per il tuo futuro, a 30 arrivano le responsabilità, i figli, i mutui, ma sei ancora un bambino. Io voglio essere lontana da questo, voglio diventare una vecchietta in forma, una vecchietta con lo zaino… Ne ho incontrati tanti: hanno fatto tutto e quindi possono prendersi del tempo per loro. Curiosi, coraggiosi e finalmente liberi. Ecco, voglio essere così”.