Un poliziotto esasperato ha allontanato un immigrato clandestino senza biglietto che voleva eludere i controlli e che si rifiutava di abbandonare la stazione ferroviaria. La notizia, corredata da un video, è rimbalzata sui social per ore. E a stupire sono state i centinai di messaggi di solidarietà nei confronti dello stesso poliziotto.

Purtroppo questi sono i segni che qualcosa si sta rompendo. Noi siamo assolutamente contrari all’integrazione e all’accoglienza, soprattutto se fatta senza regole come sta facendo il nostro Governo. E speriamo di trovare un accordo con chi la pensa diversamente, una posizione che possa alleviare anche il nostro malessere, che fra l’altro abbiamo il diritto di esprimere senza per questo sentirci dei mostri. Ma la sinistra attuale ci sta imponendo immigrati a milioni (è cominciata nel 2013) su un territorio non grandissimo, non cè cosa peggiore per innescare atteggiamenti razzisti e classisti stanno giocando con il fuoco, l’Italia è anche casa mia è ho il diritto e dovere di dire chi entra e quando, succede in tutti i paesi (vedi australia) ma quando con prepotenza ti impongono africani a vagonate ogni giorno, il minimo che ci si può aspettare sono reazioni come quelle del poliziotto che denunciano qualcosa di più profondo e pericoloso. credo sarebbe il caso di bloccare questi flussi e cominciare a parlare di come rimpatriare quelli che sono venuti.

E purtroppo ci sono tanti politici che, con la scusa del finto buonismo, riescono solo a fare altri danni. Come la Bonino: dire che i migranti africani clandestini vengono in italia per fare i figli che noi non facciamo, è di un cinismo inaccettabile e vergognoso. aiutiamo le nostre donne a fare figli dando asili nido e scuole materne e soprattutto lavoro come fa la francia. la manodopera a basso costo si deve regolamentare con le quote annuali per i lavori stagionali ma ora dobbiamo bloccare questa invasione di migranti economici che vengono in italia peer raccattare soldi ma verranno sfruttati dalla malavita organizzata a 50 centesimi al giorno.

Solidarietà al poliziotto in questione e a tutte le persone che ogni giorno, con uno stipendio da fame, ci danno sicurezza e tranquillità in questo marasma generale.