Il lago della Duchessa in secca

Le ultime settimane di grande caldo hanno portato tutta la penisola ad una situazione di emergenza: due terzi dello stivale sono infatti a secco provocando danni all’agricoltura e agli allevamenti per oltre due miliardi di euro.

Almeno 10 regioni, secondo quanto riportato da Ansa.it, stanno per chiedere lo stato di calamità naturale al ministero delle Politiche Agricole. Le aziende, secondo quanto prevede la misura straordinaria, avranno sospesa la rata del mutuo e il pagamento dei contributi e avranno la possibilità di accedere al Fondo per il ristoro danni.

Il lago di Garda è al 34,4% di riempimento del volume, mentre il fiume Po è a circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. In Lombardia vi è stato un calo del 20% di erba a disposizione del bestiame e nella sola regione i danni provocati da questa siccità ammontano a circa 90 milioni di euro.

Il 2017 si classifica ai primi posti tra gli anni più caldi da oltre due secoli. La mappa delle regioni colpite parla chiaro: i danni provocati sono alti. In Piemonte si registra una produzione cerealicola del 30% in meno, mentre in Liguria a risentirne di più sono gli oliveti dell’Imperiese e nelle zone irrigue di Andora ed Albenga dove soffre anche la coltivazione del pregiato basilico genovese. Il Veneto raziona l’acqua dal mese di aprile e in Trentino Alto Adige c’è stato il 30% in meno del primo taglio di fieno, ma la siccità, combinata alle gelate invernali, ha fatto registrare una perdita del 100% in alcune aziende frutticole.

In Emilia Romagna si registrano danni per centinaia di milioni a pomodoro da industria, cereali e frutta. Crolli di produzione e gravi danni economici anche in Toscana e Marche, mentre in Umbria la siccità porterà ad una diminuzione delle rese di grano, orzo e foraggi.

Lazio, Campania e Abruzzo hanno registrato considerevoli perdite di ricavo legate alle produzioni agricole come anche in Puglia e Calabria.

In Sicilia chi deve irrigare i propri campi si è visto triplicare i costi con gravi problemi legati anche alle infrastrutture; in Sardegna 4mila aziende agricole sono rimaste a secco a causa della siccità e degli incendi.