Inquietante episodio quello avvenuto ieri sulla corriera della Trento Malè, partita da Trento e diretta a Mezzolombardo.

Una donna italiana di 49 anni, residente a Trento, è stata vittima di un’aggressione da parte di tre donne arabe dichiaratamente simpatizzanti dell’Isis.

«Sono stata minacciata di morte – spiega la vittima dell’aggressione ancora sotto shock – presa a calci e infine una di loro mi ha anche sputato in faccia».

Tutto è nato da una lamentela legata ad un passeggino aperto che occupava 4 posti liberi. Tipico per le ‘nuove italiane’ che inneggiano all’Isis.

Il conducente del mezzo ha dovuto fermare la corriera e ha subito fatto intervenire la polizia locale. Le tre donne arabe, dall’apparente età di 20, 25, e 30 anni, sono scese a Mezzocorona.

La donna oggi presenterà regolare denuncia ai carabinieri di Mezzolombardo dopo essersi recata al pronto soccorso per sottoporsi a dei controlli. Fa riflettere la violenza verbale e soprattutto fisica delle 3 donne che si sono scagliate contro l’ignara vittima colpevole solo di aver chiesto di ripiegare il passeggino per così permettere agli altri passeggeri di stare più a proprio agio.

Ma desta ancora più impressione l’ultima frase pronunciata da una delle 3 donne musulmane prima di scendere dalla corriera: «i terroristi dell’ISIS fanno bene a farvi la guerra» – avrebbe detto. Le forze dell’ordine stanno indagando sull’episodio per individuare le responsabili dell’aggressione. La vittima ha dichiarato con grande rammarico di non essersi sentita adeguatamente tutelata dal personale presente sulla corriera

Infatti l’invito fatto dall’autista, al momento di salire, di ripiegare il passeggino, era rimasto completamente inascoltato. In poche parole quel passeggino per legge sulla corriera non ci doveva essere. «Io mi sono permessa di dire che avrebbero dovuto metterlo nel porta bagagli visto che c’era gente in piedi. A quel punto è stata la fine: la signora con il bambino mi ha detto che non erano affari miei e ha iniziato a insultarmi, in un italiano perfetto. Io ho risposto che pago il biglietto e che era un mezzo pubblico, dunque erano affari miei».

Sembra che la donna araba di 30 anni abbia minacciato la signora anche di tagliarli la testa (tipico atteggiamento di un fondamentalista dell’Isis) quando ha tentato di fotografarle per far si che la polizia le individuasse velocemente. «Mi hanno anche accusata di essere razzista – termina la vittima laconicamente – ma qui il razzismo non centra nulla. È solo questione di educazione e rispetto delle regole».