amadeus

Quello che ha deciso di raccontarsi ai microfoni di Tv, Sorrisi e Canzoni e un Amadeus inedito. Il conduttore di Reazione a catena, lo show del preserale di Raiuno, ha parlato a tutto tondo del rapporto con la moglie Giovanna e i figli svelando aspetti del suo carattere rimasti finora nascosti.

“Nel lavoro amo rischiare e provare cose nuove. Nella vita privata sono invece l’opposto: ansioso, protettivo e ipocondriaco. Chiamo Giovanna (Civitillo, Ndr) e i miei figli anche quattro volte al giorno per sapere se stanno bene”, ha confessato Amadeus.

Il conduttore, poi, ha ricordato i suoi inizi da deejay: “Vivevo a Verona. C’era una data del “Festivalbar” all’Arena. Sapevo che Vittorio Salvetti (il patron del Festivalba, ndr) alloggiava nel tale albergo e lo avvicinai nella hall. “Le vorrei dare un mio provino” gli dissi, e lui: “Va bene, salgo in camera e scendo subito”. Lui andò in camera, si fece portare il pranzo, fece la pennichella e scese sei ore dopo. Per tutto quel tempo non mi mossi da lì, non un caffè, non una pipì. Quando scese, ne rimase impressionato. Lo accompagnai alle prove all’Arena e poi mi presentò Claudio Cecchetto”.

Proprio Claudio Cecchetto è stato determinante per la sua carriera e Amadeus non smette mai di ricordarlo e ringraziarlo:

“Claudio cercava persone di Milano e io, che vivevo a Verona, bluffai. “Dove abiti?” mi chiese. Io non conoscevo Milano e disse: “Vicino alla radio”. “E cosa fai a Milano?”. “Il doppiatore di telenovelas”, la prima cosa che mi venne in mente! Prese il mio provino dicendo: “Ti farò sapere”. Ne avevo già consegnati almeno altri 50 e nessuno mai mi aveva “fatto sapere”. Il giovedì successivo mi chiamò per dirmi che avrei cominciato il lunedì, turno dalle 7 alle 9. Trovai una pensione col bagno in comune, tristissima. Rimasi lì per qualche tempo poi cominciai a fare avanti e indietro da Verona. La mattina alle 4 mi svegliavo per prendere un treno locale fino a Brescia e poi un espresso fino a Milano, alle 7 ero in radio. Dopo un paio di mesi ero distrutto. Andai da Cecchetto e gli confessai tutto, convinto che mi avrebbe licenziato, invece mi aiutò a trovare un monolocale. Sono riconoscente a Claudio”.