Sono ormai molti i sindaci italiani che si lamentano con le istituzioni sovraordinate per l’invasione di immigrati nelle loro città. Alcuni di essi hanno addirittua cominciato ad emanare ordinanze che vietano agli immigrati di bivaccare, chiedere elemosina e andare in giro di notte a disturbare la quiete e mettere a repentaglio la sicurezza delle ragazze. E molto di loro sono musulmani che nei loro paesi di origine non si sognerebbero mai di avere certi atteggiamenti. Oggi apprendiamo che anche in altri paesi, come per esempo i civili e democratici Stati Uniti, ci sono dei primi cittadini che si sono stancati di questo lassismo generale ormai divenuto atavico.

Il sindaco di un paesino del Michigan settentrionale, di poco più di 2.000 abitanti, continua a rifiutarsi di scusarsi per aver condiviso su Facebook post che denunciano l’Islam e invitano ad uccidere “fino all’ultimo musulmano”. In un post, Jeff Sieting, che guida il villaggio di Kalkaska, a 370 chilometri da Detroit, sostiene che i musulmani sono distruttivi e “semplicemente non c’è posto per loro nel mondo”. Mentre la maggior parte della popolazione è dalla sua parte, alcuni cittadini hanno tentato di costringerlo alle scuse, ma lui resiste, dicendosi protetto dal primo emendamento (sulla libertà di espressione, sacra negli Usa grazie ai padri fondatori ndr) e accusando coloro che vogliono cacciarlo dalla carica di essere oppositori di Donald Trump.