Giorno dopo giorno la situazione relativa all’invasione degli immigrati nel nostro Paese sta diventando sempre più complicata da gestire. La colpa è del governo che, senza riuscire a farsi sentire in ambito della Ue e, senza far effettuare nessun tipo di controllo, fa entrare in Italia migliaia di clandestini ogni mese. E i cittadini, esasperati da questa situazione di ‘guerra fra poveri’, stanno cominciando a riunirsi in comitati spontanei per cercare di arginare almeno gli extracomunitari più violenti.

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda Milano e in particolare il quartiere Giambellino, rione periferico con molte criticità dove l’amministrazione Sala non ha fatto nulla se non far aumentare il degrado. Al Giambellino c’è stata un violenta rissa con un egiziano ucciso a coltellate da un marocchino pluripregiudicato, in un quartiere periferico abbandonato a se stesso da un’amministrazione assente. Senza dimenticare quello che è accaduto a Corso Como, dove l’altra notte un gruppo di cittadini ha accerchiato tre africani ritenuti colpevoli di una serie di rapine, poi salvati dall’intervento delle forze dell’ordine.

Segno evidente che il “modello Milano”, così celebrato dai media, sta sprofondando in un fallimento figlio di un certo buonismo di sinistra che ha peggiorato la situazione invece di dare risposte concrete. Case popolari in rovina, dove vige il racket delle occupazioni spesso gestito da immigrati, zone controllate da spacciatori africani o dalle famigerate gang di latinos.

Nel capoluogo meneghino, tra furti a bordo delle auto e rapine ai passanti il pericolo è quotidiano. Le forze dell’ordine, che solo in quel fazzoletto di vie hanno schedato più di 120 persone, spesso arrestano un delinquente per poi ritrovarselo poche settimane dopo nello stesso punto intento nei medesimi traffici.

Funziona così in Italia, i criminali acciuffati vengono poi scarcerati nel giro di poco tempo vanificando il lavoro degli agenti. I quali per l’aumento della criminalità a Corso Como parlano di situazione inedita. La presenza degli africani è in continuo incremento. L’ipotesi è che la manovalanza provenga dai giardini della stazione Centrale, che l’inettitudine buonista del “modello Milano” ha trasformato in una sorta di terra di nessuno, indecente luogo di bivacco per presunti profughi o clandestini.