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Corea del Nord: “Pronti a spazzare via Usa”. La risposta: “Ve ne pentirete”

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La notizia è di poco fa: anche il presidente cinese Xi Jinping, anch’egli interessato alla denuclearizzazione della penisola, dopo un colloquio telefonico con Trump, ha sostenuto che “le parti coinvolte dovrebbero evitare retorica o azioni tali da peggiorare le tensioni sulla penisola coreana”.

E, come riportato da ansa.it, anche il Giappone dice la sua in questo fitto scambio verbale che rischia di diventare molto presto un incubo concreto. Lo stato nipponico ha, infatti, schierato e verificato l’operatività dei missili intercettatori in vista dell’annunciato attacco al territorio di Guam. Il premier giapponese Shinzo Abe ha detto che: “Farò del mio meglio per proteggere il popolo giapponese”.

Ora si teme davvero di essere sull’orlo di una minaccia atomica, i venti di guerra soffiano sempre più forti e più reali e gli ultimi botta e risposta tra Washington e Pyongyang non lasciano intendere nulla di buono.

“Vi spazzeremo via, vi cancelleremo, ridurremo gli Stati Uniti in cenere” è l’ultima minaccia del leader Kim Jong-un nei confronti dell’omonimo americano accusato di portare il mondo “sull’orlo di una guerra nucleare”.

“Noi siamo pronti a colpire – risponde prontamente Trump – Kim si pentirà delle minacce agli Stati Uniti”. Purtroppo la minaccia di colpire il territorio di Guam mantiene Trump su una linea durissima, benchè il suo governo sia parecchio diviso.

Parole che dall’una e dall’altra parte non aiutano certo ad un riavvicinamento, ma rendono, invece, sempre più reale e concreta la minaccia di un attacco in piena regola.

James Mattis, capo del Pentagono spiega come l’America stia lavorando, dal punto di vista diplomatico, a ritmo serrato con Giappone e Corea del Sud per cercare di risolvere pacificamente la situazione. Parrebbe comunque, secondo fonti ben informate, che da parecchi mesi sia attivo un segreto dialogo con Pyongyang.

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov che ha deciso di rafforzare i sistemi anti-aerei dislocati nell’estremo oriente del Paese, ha dichiarato che i rischi di una guerra sono effettivamente molto elevati.

Intanto le autorità di Guam hanno consegnato ai 162 mila abitanti dell’isola due fogli di istruzioni su cosa fare in caso di attacco nucleare. Tra le istruzioni possiamo trovare: “stilare una lista di potenziali rifugi in cemento vicino alla vostra abitazione, scuola o luogo di lavoro”, oppure “in caso di attacco non guardare il lampo (dell’esplosione): vi può rendere ciechi”, e poi di “sdraiarsi a terra e di coprirsi la testa con le mani”, ricordando che “se l’esplosione è distante, l’onda d’urto potrebbe impiegare anche 30 secondi ad arrivare”. Un ultimo consiglio dato è quello di “farsi una doccia con abbondante di acqua e sapone senza sfregare la pelle e non usare il balsamo per i capelli perchè farebbe meglio aderire la radioattività”.